Incontro con l’ambasciatore Pietro Benassi

Piero Benassi

L’ADIT ha incontrato l’ambasciatore Pietro Benassi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi Segreti

Il Sottosegretario Pietro Benassi, già Consigliere per la politica estera di Palazzo Chigi, sherpa del G20, ambasciatore a Berlino dal 2014 al 2018, ci illustra gli obiettivi e le linee guida del 2021, anno di presidenza italiana del Forum internazionale che riunisce le principali economie mondiali

ADIT: Ambasciatore Benassi, il 2021 sarà caratterizzato dalla presidenza italiana del G20: quali sono le sfide e i punti chiave?

BENASSI: “Abbiano raccolto l’eredità della presidenza saudita in occasione dell’ultimo vertice ahimé virtuale del G20, dal 1° Dicembre è partita la presidenza italiana, le anticipazioni sono già tutte sul sito della presidenza italiana https://www.g20.org/it/index.html e le abbiamo racchiuse dentro lo slogan delle “3 P”: people, prosperity, planet, per stare a indicare che non solo le persone, la tutela dell’ambiente e il tentativo forte di una significativa ripresa economica sono i tre assi principali, ma soprattutto sono tre assi tra loro integrati. Il superamento di una segmentazione è riconosciuto da parte di tutti ormai, anche nella comunità internazionale, prova ne sono i cosiddetti obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ai quali si ispirano in parte queste tre P.
Tali tre pilastri della Presidenza italiana saranno attraversati da una tematica trasversale, anch’essa inevitabile e doverosa: quella della salute; saranno collegate non solo all’attualità storica rappresentata purtroppo dal perdurare del Covid 19, ma anche da quello che si va affermando nella consapevolezza internazionale, cioè combattere e sconfiggere il Covid, attrezzarsi per essere preparati a future, non auspicabili ma possibili emergenze. Quindi people, planet e prosperity, e salute, che deve essere al centro dell’attenzione della comunità internazionale e dei Paesi aderenti alla membership del G20.
Tanto che, per una coincidenza non solo di temi ma anche di eventi, l’Italia presiede il G20, co-presiederà con la Gran Bretagna la Cop 26, che avrà il culmine a Glasgow ma vede dei passaggi molto importanti in Italia, in particolare uno a Milano dedicato ai giovani, e l’Italia nel framework del G20 oltre al vertice finale di Roma di fine Ottobre, organizzerà un evento speciale al massimo livello in primavera con il presidente Conte e la presidente von der Leyen per ospitare insieme in Italia una riunione con una membership un po’ più ampia del G20.
Lo aveva annunciato la presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo, è il Global Health Summit.
Quindi eventi e concetti vanno di pari passo e faranno del 2021 un anno in cui l’Italia sarà chiamata a giocare un ruolo molto importante”.

ADIT: Merkel e Conte: fotogrammi di un’amicizia…

BENASSI: “Il rapporto fra i leader si consolida man mano con la frequentazione periodica ravvicinata per incontri bilaterali ed europei e diventa un’accentuata familiarità. Fatta di tante cose, di rispetto per le esigenze reciproche, anche di momenti di discussione davanti a un bicchiere di vino, come è capitato diverse volte alla fine della prima giornata dei lunghissimi Consigli europei, magari non solo fra loro due ma anche con altri capi di Stato e di governo europei. A volte si era preso posto nello stesso albergo, ho assistito a diverse serate lunghissime in cui l’informalità ha consentito di capirsi meglio… credo di poter dire anche nella veste di testimone oculare che è chiaro che nel percorso del presidente Conte di questi due anni la familiarità reciproca con la cancelliera Merkel sia cresciuta moltissimo. Una cosa che vorrei aggiungere che secondo me riguarda sì da vicino il rapporto fra i due leader, ma anche quello con gli altri governanti dell’UE e non è da sottovalutare. I grandi leader stanno attraversando un periodo storico che ha pochi eguali negli ultimi decenni in termini di livello di sfida da affrontare ma anche in termini di responsabilità che questi capi di governo sentono sulle loro spalle. Io credo che una grandissima responsabilità condivisa sia anche un fattore di migliore conoscenza e di migliore familiarità”.

ADIT: A proposito di grandi leader, c’è un nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Cosa possiamo attenderci per le relazioni fra Italia e USA?

BENASSI: “Parto dalla considerazione di fondo che l’importanza degli Stati Uniti nella politica italiana, nella politica internazionale dell’Italia e nella percezione dei cittadini italiani (ma anche dei cittadini americani, è nostro auspicio), non è come un grafico che sale e scende a seconda dei presidenti. E’ alta e perdurante. Certamente una stagione di un certo tipo dell’amministrazione americana, rispetto a un’altra amministrazione sempre a Washington, può consentire di vedere su quali temi si può lavorare con maggiore possibilità di raggiungere delle soluzioni condivise. Senz’altro viene letto con molta attenzione sia a Roma che nel resto d’Europa, questo approccio già dichiarato e noto da tempo (non dimentichiamo che il presidente Biden è stato vicepresidente nel periodo di Obama) di porre in alto nell’agenda il multilateralismo: non può che fare piacere ai Paesi europei che sono votati a questa modalità delle relazioni internazionali.
Così come abbiamo molto da attenderci in senso di rafforzamento di quel legame fra USA ed Europa, che vede non solo una grande alleanza politica strategica come quella della NATO, ma anche una ininterrotta familiarità di scambi, che vanno anche dal punto di vista della cultura, del turismo, della capacità di entrambi i Paesi di influenzarsi rispettivamente secondo i propri modelli di vita.
Non dimentichiamoci della ricchezza che apportano le comunità di origine italiana in America, sia come partecipazione a molti settori della leadership statunitense, sia nel business, sia nella società civile, insomma l’Italia da sempre è stato uno dei grandi sostenitori della ricchezza della cultura americana in tutte le sue componenti delle diverse ondate migratorie”.

ADIT; L’empowerment femminile è uno dei grandi temi del G20 a guida italiana…

“E’ un punto anche degli obiettivi di Sviluppo sostenibile; noi intendiamo andare più avanti perché anche se qualcosa è stato fatto c’è una consapevolezza generalizzata che la strada da compiere è ancora significativa. Peraltro anche l’emergenza del Covid ci ha mostrato che le donne sono state fra le grandissime protagoniste dell’assistenza sanitaria prestata ai malati, beh insomma è sufficiente una riflessione anche frettolosa per vedere come questa stragrande maggioranza di sostegno dato dalle donne nel settore della sanità per esempio, ma non è il solo settore, non trovi corrispondenza nel management e nella responsabilità gestionali dei vari ambiti. Quindi noi penseremo a una maggiore qualità del tipo di qualità professionale cui le donne possono e debbono aspirare. Ci sono precedenti modelli e roadmap, ce ne fu una significativa a Brisbane qualche anno fa, vanno rivisti attualizzati ma vanno soprattutto perseguiti. Ci sarà una conferenza internazionale promossa dalla nostra ministra Elena Bonetti nella quale cercheremo alcuni punti chiave su cui lavorare e trovare un consenso, alcuni di essi dovranno trovare spazio nel comunicato finale dei leader di Roma a fine Ottobre”.

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